Borghi Veneti da scoprire: Arquà Petrarca e Monselice

Arquà Petrarca

Per sfuggire al traffico e allo smog cittadino, io ed alcuni amici siamo partiti  per Arquà Petrarca, un piccolo borgo immerso nel silenzio della natura e circondato dai Colli Euganei, estraneo al caos delle città -museo.

Raggiungere il paese non è stato facile ma, come accade in molti viaggi, abbiamo colto il bello dell’ imprevisto. Partiti da Padova in treno per  Monselice, siamo arrivati a destinazione in circa 20 minuti.

Purtroppo, una volta lì, abbiamo scoperto  l’inesistenza di bus diretti per Arquà ma il nostro spirito avventuriero ci ha suggerito di “far due passi” a piedi per raggiungere il borgo.

Il percorso è lungo circa 5 km (solo andata) ed è piacevole da percorrere perchè costeggiato da vigneti, aziende vinicole con vini prodotti in loco, alberi che perdono le foglie, il tutto avvolto dal silenzio della natura.

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Una volta percorso l’ultimo tratto di strada possiamo dire di essere arrivati ad Arquà Petrarca!

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QUI POTETE TROVARE LE INFORMAZIONI SU FONTAINE DE VAUCLUSE:
PROVENZA GIORNO 2: Fontaine-de-Vaucluse, Gordes e Roussillon

La città è legata alla figura del poeta Francesco Petrarca, che qui decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita, restaurando una casa immersa nella natura e lontana dai rumori della città.

Così il poeta la descriveva nei suoi versi :”Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio,  in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo,  lontano dai tumulti,  dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo”.

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Oggi la casa attira moltissimi visitatori, tra curiosi e appassionati e consente di conoscere meglio la vita del poeta, le città a cui era legato, le personalità letterarie da cui è stato influenzato e con cui è venuto in contatto. La visita è breve ma interessante e da qui si può ammirare un bellissimo panorama che richiama un paesaggio toscano.

Oltre alla casa, Arquà custodisce nel centro del borgo, la tomba (costruita dal genero, in marmo rosso di Verona) e le spoglie del poeta.

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La chiesa di Santa Maria Assunta, di cui si hanno notizie già dal 1026, ha una sola navata con 3 altari e ospita numerosi affreschi di autori post Giotteschi. Proprio qui si tennero i funerali del poeta.

Nel borgo si può anche visitare l’oratorio Santissima Trinità dotato di abside quadrangolare e torre campanaria che conserva molte opere risalenti alla fine del 1300 ed anche la Loggia dei Vicari, luogo che ospitava riunioni e discussioni tra i capi famiglia ed i vicari.

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Dopo aver visitato questo meraviglioso borgo, siamo letteralmente andati in “brodo di giuggiole”.

Questa espressione popolare cita infatti un liquore tipico di Arquà, il brodo di giuggiole, ottenuto dall’omonimo frutto al quale,da oltre 30 anni, le prime due domeniche di ottobre, vengono dedicate due feste durante le quali può gustare il famoso liquore, molto dolce e ideale come  digestivo o dopocena.

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INFORMAZIONI UTILI:

Come arrivare:

  • Usciti dalla stazione di Monselice, abbiamo imboccato Via S. Vio e al primo bivio abbiamo continuato su Via Pignara circondati già dallo splendido panorama dei colli. Dopo circa 1 km, arrivati ad un secondo bivio, abbiamo svoltato in Via Cava delle More. Da questo punto in poi la strada continua dritta per circa 700 metri finchè non è necessario svoltare prima a sinistra in Via Priore e subito dopo a destra in Via Isola verso Monte. Quest’ultima dopo circa 500 m diventa Via Palazzina e bisogna percorrerla tutta sino alla fine sino al punto in cui si interseca con Via Fontana.

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Siti Internet:

 

Continua a leggere nella prossima pagina le curiosità sulla città di Monselice.

http://www.madamebetterfly.it/viaggi/italia/borghi-italiani-arqua-petrarca-e-monselice/2/

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